baniere du site

Presse 

La Stampa - 5/10/2001 - Critique

DANZE AUSTERE IN STILE ANNI 70 LA COMPAGNIA DELLO SVIZZERO GILLES JOBIN ALLA RASSEGNA TORINO CHIAMA !
Sergio Trombetta

Chi sperava che il ritorno agli Anni 70 si limitasse ai pantaloni a zampa d’elefante e alla camice strette dovrà farsene una ragione. C’è anche tutto il resto, danza compresa : neo-austera, semplicista, apparentemente povera di tecnica. E’ la nouvelle vague dei giovani coreografi francesi che si ispirano ai post-modern americani di fine Anni 60. « Neo-post-modern » li si potrebbe definire, se non sembrasse una bestemmia. Accanto a Boris Charmatz, Jerôme Bel, Xavier Le Roy, ecco il franco svizzero Gilles Jobin, lodevolmente invitato alla rassegna Torino Chiama ! organizzata da Infinito Ltd con il suo « The Moebius Strip ». Jobin e altri 4 danzatori si muovono su un palcoscenico su cui sono disegnati 48 quadrati. I corpi seguono la geometria della scena, agiscono molto spesso a terra ripercorrendo le linee della scacchiera, creano figure con millimetrica precisione, compongono e scompongono catene di corpi ; un movimento infinito, come annuncia il titolo del brano che fa riferimento all’anello di Moebius. Vengono in mente certi primi lavori di Trisha Brown ; nelle intenzioni, non nell’esecuzione che qui esalta un corpo che sembra volersi ribellare a queste costrizioni. E alla fine, quano l’intero palco è coperto da quattrocento fogli bianchi che formano una ancor più grande scacchiera, nel buio quasi totale i danzatori muovendosi a quattro zampe diventano animali misteriosi che vagano in quell’inferno geometrico. Jobin è sicuramente il coreografo più interessante fra quelli invitati da Torino Chiama ! Non c’è confronto rispetto alle danze trendy (bikini e speedo neri, segni da giocatore di footbal americano sul viso) di Michele di Stefano e del suo gruppo MK, o con le presuntuose mitologie danzate da Leone Barilli e compagni in Ione 2001.